Aree protette: i dati della missione valutativa sul processo di riforma

Se la nuova mappa gestionale stenta a decollare, in compenso aumenta la superficie di aree protette gestite dagli Enti Parco (di 9.983 ettari, pari ad un incremento percentuale del + 0,42%). Il quadro emerge dalla relazione, approvata, giovedì 14 Settembre,  dal Comitato paritetico di controllo e valutazione (CPCV), sulla missione valutativa circa lo stato di attuazione della riforma delle aree protette.

L’analisi è stata svolta tra dicembre 2022 e marzo 2023 e ha riguardato tutti gli Enti Parco che svolgono il ruolo di capofila della riorganizzazione all’interno dei nuovi ATE. Un approfondimento specifico è dedicato a quattro casi: Parco del Mincio, Parco dei Colli di Bergamo, Parco del Serio e Parco delle Orobie Valtellinesi. 

Tra i punti di forza emersi, la presenza a livello locale di progetti e iniziative che hanno sostenuto la capacità cooperativa dei network locali.

Di seguito, una sintesi sui quattro parchi regionali esaminati.

PARCO DEL MINCIO

Il Parco del Mincio ha portato a termine con successo il processo di riorganizzazione, senza tuttavia riuscire a integrare i PLIS nel percorso. Nelle indicazioni del policy paper si suggerisce di fare leva sulle potenzialità in termini di efficienza gestionale e di valorizzazione delle comunità locali, anche attraverso opportunità ulteriori di comunicazione e coinvolgimento attivo.

PARCO DEI COLLI DI BERGAMO

Il processo di riorganizzazione nell’ATE dei Colli di Bergamo, avvenuto con successo, ha evidenziato l’importanza della presenza di tavoli di collaborazione preesistenti, anche se non direttamente collegati ai temi della riforma, per supportare un dialogo proficuo con gli attori del territorio e generare fiducia a partire dall’esistenza di interazioni costanti

PARCO DEL SERIO

ll percorso di riorganizzazione del Parco del Serio è stato realizzato solo parzialmente. Per riavviare il processo di convenzionamento, la relazione indica come primo nodo da sciogliere le dinamiche di collaborazione con la Provincia di Cremona che ha posto delle obiezioni. Si potrebbe pertanto tentare di recuperare il dialogo con la Provincia e gli altri Comuni, individuando adeguate modalità di incentivazione, sia di tipo economico sia gestionale sia, se necessario, di tipo simbolico per facilitare il definitivo passaggio di aree e siti natura 2000 nel perimetro dell’Ente Parco.

PARCO OROBIE VALTELLINESI
Consiglio regionale, Ente Parco e Federparchi potrebbero aiutare a strutturare una proposta congiunta per il riconoscimento come  ‘parco naturale’ al Ministero dell’Ambiente. Un riconoscimento che porterebbe il Parco delle Orobie a divenire parte integrante delle politiche di ampliamento della tutela, nell’ottica di raggiungere gli obiettivi posti dalle direttive europee per la biodiversità.

Condividi:

Related posts